Terapie Cellulite

Cellulite, Ritenzione idrica, Cuscinetti di glutei e cosce

RITENZIONE IDRICA QUANDO IL CORPO TRATTIENE TROPPI LIQUIDI
Cause e soluzione del problema

E’ frequente che il nostro organismo tenda a trattenere  liquidi in eccesso, provocando fastidi e disagi. La ritenzione idrica, annovera  molte cause. La donna è più predisposta dell’uomo a questo disturbo per il suo assetto ormonale, ricco di estrogeni e progestinici, che favoriscono l'accumulo di liquidi.  E il problema viene aggravato dall'uso di pillole estroprogestiniche e dalla Tos, terapia ormonale sostitutiva, per combattere i problemi della menopausa. Senza contare che altre malattie possono indurre a “gonfiare”: insufficienza cardiaca, renale, epatica, venosa cronica (che può dar luogo alle varici e alle antiestetiche teleangectasie, quei reticoli di capillari viola - bluastri sulle gambe), linfedemi, malfunzionamento dei surreni, ipotiroidismo. In tutti questi casi, per combattere il problema occorrerà prima intervenire sul problema originario”.
La ritenzione idrica si può considerare l’anticamera della cellulite, perché favorisce un circolo vizioso tra ridotto drenaggio linfatico-accumulo di tessuto adiposo (grasso)-alterazioni vascolari (dilatazione dei capillari). L’esito può culminare nella cosiddetta “cute a buccia d’arancia” con presenza di fibrosi.
Se la ritenzione idrica è abbinata (come spesso accade) al sovrappeso, è fondamentale l’aiuto di un medico esperto per intraprendere sotto suo controllo, un programma nutriterapico adeguato, come il metodo Blackburn, capace di risvegliare un metabolismo “addormentato”, e di agire selettivamente, andando ad eliminare solo gli esuberi (di grasso e di acqua) senza indurre deperimento della massa magra, cioè dell’impalcatura muscolare. Questo percorso dietoterapico medicale è in grado di far perdere chili e centimetri in tempi velocissimi (anche 7-9 kg./mese), ma soprattutto, può stabilizzare  il peso normale raggiunto, senza pericolo di riacquistare i famigerati chili e litri d’acqua di troppo.
Può essere utile fare docciature o spugnature di acqua fredda alternata ad acqua tiepida per favorire la circolazione; se si è  in vacanza al mare ci si dovrebbe ricordare di  camminare più spesso e a lungo sulla battigia con le gambe immerse nell'acqua, una terapia prodigiosa per chi ha problemi di ristagno di liquidi. Quando la causa della ritenzione idrica è l’insufficienza venosa cronica, la cura più mirata e risolutiva è la FLEBOTERAPIA A FIBRE OTTICHE, che rigenera le pareti dei vasi compromessi (vene e capillari dilatati), ripristinando il corretto calibro degli stessi, permettendo la guarigione della patologia venosa definitivamente (senza chirurgia o scleroterapia).
Dormire con le gambe sollevate grazie a un cuscino posto sotto il materasso dalla parte opposta alla  testa favorisce il ritorno venoso ed è indicato soprattutto per chi soffre di insufficienza venosa cronica con varici e capillari dilatati. Importante è anche non esporre gli arti a fonti di calore, come sole, lampade abbronzanti, caminetti o stufe. La vasodilatazione indotta dal caldo nuoce al microcircolo e ai vasi linfatici.
Quando si presenta la cellulite (pannicolopatia edemato-fibro-sclerotica)  la soluzione più efficace consiste nella INTRADERMOTERAPIA DISTRETTUALE che, attraverso un “cocktail” di farmaci o prodotti naturali drenanti facilita l'eliminazione dei ristagni idrici.
Viene praticata ambulatorialmente dal medico, non necessita di bendaggi, in genere si eseguono cicli da 5 a 10 trattamenti, non è dolorosa, e consente di riprendere subito le normali attività.
Se oltre al ristagno idrico sono presenti anche rotoli o accumuli adiposi, possono essere di grande aiuto i trattamenti medicali di INTRALIPOTERAPIA con polimero di galattosio, in grado di attivare enzimi deputati a sciogliere il tessuto grasso superfluo. La procedura, non provoca dolore, ma solo un modesto e transitorio gonfiore, destinato a scomparire velocemente.
I prodotti dermocosmetici, che contengono principi attivi riducenti e drenanti, possono essere coadiuvanti se affiancati alle cure mediche, ma usati da soli sono insufficienti per ottenere risultati significativi. Se graditi, i massaggi possono dare una mano a contrastare la ritenzione idrica, in particolare il linfodrenaggio manuale, a patto di affidarsi a mani veramente esperte, inoltre è opportuno ricordare che  massaggi troppo energici possono essere addirittura dannosi, soprattutto se è presente fragilità dei capillari perché si rischia induzione di microtraumi nei tessuti.
In conclusione la figura del medico, ancora una volta, si rivela fondamentale  per capire l’origine della ritenzione idrica e per porvi efficacemente rimedio, senza improvvisazioni.

DIRE ADDIO ALLA CELLULITE CON IL SILICIO
La sensibilità dei sistemi biologici e dei meccanismi regolatori endogeni è il frutto di numerosissimi, microscopici e delicati equilibri dinamici di regolazione biochimica e biofisica. Nella genesi dei processi infiammatori (la cellulite ne è un esempio) non sono implicati fenomeni totalmente patologici, ma eventi che lo diventano quando i processi di regolazione non avvengono correttamente. Nella pannicolopatia edematofibrosclerotica (nome scientifico che indica la cellulite), gli interscambi vascolo-cellulari perdono la loro integrità funzionale per colpa del ristagno di liquidi (ritenzione idrica) e di accumuli adiposi localizzati (grasso in eccesso nelle sedi colpite). La migliore strategia terapeutica biodinamica deve mirare a contrastare la risposta infiammatoria, al ridimensionamento della compagine fibro-adiposa e al miglioramento dei flussi microcircolatori locali e del drenaggio linfatico.
Pertanto risulta vincente l’associazione di tecniche come l’intradermoterapia distrettuale con silicio organico, la lecilisi , l’adipoclasi osmotico-emulsiva. Sono tutte procedure ambulatoriali non chirurgiche, che non richiedono anestesia, e che consentono la normale e immediata continuazione di tutte le attività sociali e interpersonali abituali (compresa la ginnastica). In particolare il silicio organico (Si-C) è un minerale altamente biodisponibile, con assoluta tollerabilità locale e generale, che può essere utilizzato singolarmente o in associazione ad antiossidanti, oligo-elementi e vitamine. Molto ricchi di silicio al momento dell’embriogenesi, i tessuti connettivi (che costituiscono la nostra “impalcatura strutturale”) si approvvigionano in modo naturale durante la vita con riduzione degli apporti esogeni e dell’assorbimento intestinale. La diminuzione del tasso di silicio nel connettivo, è in parte responsabile della disorganizzazione architettonica di tale tessuto, che clinicamente si traduce nella perdità di funzione dei meccanismi di regolazione precedentemente citati. Ripristinare buone concentrazioni di silicio significa apportare correttivi che potenziano la trama microvascolare con significativo miglioramento del quadro cellulitico. Completano l’opera, con evidente perdita di centimetri, la lecilisi e l’adipoclasi, capaci di ridurre concretamente lo spessore del grasso localizzato accumulato. Ancora una volta, l’unione delle forze, in medicina, ci consente di arrivare ad un ambito traguardo: sconfiggere la cellulite e ritrovare arti inferiori agili,scattanti, ed esteticamente piacevoli.

Dott.ssa Elena Guarneri

Medico Chirurgo