Lichen scleroatrofico

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Il Lichen scleroatrofico (LS) è una malattia infiammatoria a carattere cronico-recidivante che può interessare, con formazioni maculari o a placche, le mucose genitali maschili e femminili, la cute adiacente e in misura meno significativa la cute di altri siti corporei. Si caratterizza a livello clinico, con uno stato di sclerosi e/o atrofia tessutale inteso come pallore, perdita di elasticità ed indurimento dei distretti coinvolti. Per la sua elevata incidenza, circa il 25% delle osservazioni nei centri di patologia vulvare e per le importanti ripercussioni funzionali, è causa di una elevata morbilità soprattutto a carico della popolazione femminile. Numerose sono state le definizioni cliniche usate per indicare questo disturbo ma i termini largamente usati in passato come ad es. la leucocheratosi, craurosi e distrofia vulvare hanno spesso creato problemi di inquadramento nosologico o di eccessivo atteggiamento terapeutico. È purtroppo ancora frequente osservare donne che hanno subito la vulvectomia, come trattamento chirurgico e “preventivo” delle complicanze. Attualmente sono due i termini di maggior uso: Lichen scleroatrofico e Lichen sclerosus, usati come sinonimi in funzione della diversa esperienza di settori specialistici che si occupano della patologia. Infatti il termine di Lichen scleroatrofico si adatta meglio quando si vuole sottolineare lo stato di atrofia di lesioni prevalentemente cutanee. Al contrario il termine di Lichen sclerosus è stato adottato in seguito ad evidenze scientifiche che mostravano in diversi casi, un epitelio normale nell’attività metabolica come nell’aspetto istologico, per cui il termine atrofico non risultava appropriato L’ISSVD sostituendo alcuni termini come “distrofia” e “distrofia iperplastica” usati nella precedente classificazione per indicare il LS , propone una nuova classificazione basata sugli aspetti istologici della patologia vulvare non neoplastica e che attualmente risulta essere punto di riferimento per ginecologi, dermatologi e anatomopatologi.

Incidenza
Colpisce più frequentemente la regione anogenitale (85-98%) con presenza di lesioni cutanee extragenitali in un 15-20% dei casi. Al contrario, il coinvolgimento della cute perivulvare e perianale come estensione del disturbo verso la periferia, risulta di più frequente osservazione (25-35%) e caratterizza costantemente le forme avanzate o estese del LS. Infine, la localizzazione all’area vestibolo-vaginale ed alla mucosa orale è un evento insolito e riportato solo aneddoticamente nella letteratura. La maggiore frequenza nelle donne con un rapporto femmine/maschi variabile da 10:1 a 6:1 accosta il LS da un punto di vista patogenetico ad altre patologie di tipo autoimmunitario.

Dott.ssa Elena Guarneri

Medico Chirurgo