Rinosettoplastica Laserassistita

Rinoplastica, Rimodellamento del naso, Ipertrofia turbinati, Deviazione del setto nasale, Ostruzione nasale

La finalità di questo intervento non é solo estetica ma anche funzionale, atta cioè a ripristinare la respirazione “deviata” da un anomalo sviluppo osseo-cartilagineo del setto oppure a seguito di un trauma. Come interviene la moderna tecnica di ricostruzione del setto nasale.   
“Facile come respirare” si dice di un’azione estremamente semplice. Ma per molti la respirazione non é un atto così scontato. Anzi: vi sono dei casi in cui respirare risulta faticoso e anche fonte di cronici disturbi alle prime vie aeree. Ne sa qualcosa chi presenta una deviazione del setto nasale, costretto a respirare abitualmente attraverso la bocca e a trovarsi di conseguenza, per l’incapacità di filtrare adeguatamente l’aria, con riniti e sinusiti ricorrenti.
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La “stortura” ossea può portare inoltre all’anosmia e al russamento, favorendo in questo caso le cosiddette “apnee ostruttive”, che tanto minano una corretta ossigenazione del cervello. Ce n’é abbastanza per dire definitivamente basta ad una situazione che porta con sé così tanti scompensi, tanto più che ora - grazie all’evoluzione della tecnica chirurgica - l’intervento di settoplastica (chiamato rinosettoplastica se ha anche finalità estetiche) é diventato più semplice ed accessibile di un tempo: utilizzo dell’anestesia locale, niente ricovero, annullamento del dolore post-operatorio, tempi di guarigione ridotti a meno di due settimane. Questi sono alcuni dei molti vantaggi che vengono offerti da questo intervento ricostruttivo, che si avvale del laser ad anidride carbonica pulsato e che si realizza contenendo al minimo il sanguinamento, offrendo benefici non indifferenti sia sul fronte estetico che su quello funzionale del naso.

PERCHE’ IL SETTO CRESCE DEVIATO
Non si nasce con il setto nasale deviato (il problema quindi non é congenito): la deviazione é al contrario un evento legato ad una lussazione di origine traumatica. Può succedere che il trauma avvenga nella prima infanzia, quando il setto é ancora prevalentemente cartilagineo, ma manifestarsi però nell’età dell’accrescimento (tra i 10-16 anni) quando, a seguito dell’ossificazione del setto, la cartilagine e le due ossa che lo costituiscono non si espandono in modo armonico. Naturalmente anche i traumi in età matura possono comportare la deviazione del setto ed eventualmente la “rottura” del naso. In tutti questi casi l’intervento chirurgico aiuta a migliorare la qualità di vita.

CHE COSA SI RISCHIA
La deviazione del setto comporta alcune spiacevoli conseguenze sul piano della salute. Chi é costretto a tener spesso la bocca aperta per respirare immette nella gola aria non filtrata (com’é quella inspirata dal naso) e quindi non ottimale dal punto di vista della purezza, del calore e dell’umidità. Ecco i principali “disagi” fisici a cui va incontro chi presenta una deviazione del setto nasale:

- Dolori al viso
- Difficoltà di respirazione
- Roncopatia
- Cefalee
- Scarsa concentrazione
- Anosmia
- Otiti
- Sinusiti ricorrenti

UNA FATICA ANCHE PER I TURBINATI
Una deviazione del setto a lungo protratta può inoltre ridurre l’elasticità dei turbinati, le sottili ossa semicircolari che hanno il compito di riscaldare l’aria che raggiunge i polmoni e di regolarizzare il flusso aereo nelle cavità nasali. Nel corso della settoplastica, può essere corretta in questo caso anche l’ipertrofia di questi corpi cavernosi, asportandone con il laser le strisce di mucosa che rendono difficile la normale funzionalità del naso.

IL SETTO NASALE
E’ una parete osteo-cartilaginea che divide in due parti, per tutta la sua lunghezza, la cavità nasale. In caso di una sua deviazione, viene ostacolata una corretta respirazione costringendo il soggetto, specie durante la notte, ad attingere aria attraverso la bocca. Una corretta respirazione sta alla base del benessere psico-fisico: ecco perché in caso di deviazione del setto l’intervento chirurgico é sempre raccomandato. Il rischio é di incorrere in infiammazioni ricorrenti (riniti, sinusiti, otiti), in squilibri cardiocircolatori e in danneggiamenti alla funzionalità di molti importanti organi.

QUANDO E’ CONSIGLIATO L’INTERVENTO
Quando il setto nasale presenta un’ondulazione dell’elemento osseo o della cartilagine quadrangolare oppure - caso più frequente - di entrambi. Se la deviazione coinvolge anche la piramide nasale si ha un’implicazione anche estetica (naso storto) e non solo funzionale: in questo caso l’intervento correttivo viene definito rinosettoplastica.
Il raddrizzamento del setto é da considerarsi sempre una formula preventiva; all’intervento si può ricorrere dopo i 16 anni di età, ovvero al completamento della fase di sviluppo osseo.

La deviazione del setto nasale può essere dovuta ad una ondulazione dell’elemento osseo o cartilagineo, oppure di entrambi, e può avere fastidiosi risvolti clinici. Quando la deviazione comprende anche la piramide nasale, con implicazioni estetiche, l’intervento correttivo viene chiamato rinosettoplastica.

LA CHIRURGIA OGGI E’ CONSERVATIVA
L’obiettivo della settoplastica é quello di ricostituire il corretto equilibrio tra vuoto e pieno all’interno delle cavità nasali. Rispetto agli interventi del passato, oggi si é in grado di correggere la deviazione del setto senza asportarne le parti deviate ma raddrizzandole e posizionandole nella sede ideale. Il vantaggio é quello di una chirurgia conservativa, priva di rischi e complicanze.

L’evoluzione della tecnica chirurgica (l’intervento si realizza in day hospital, in anestesia locale accompagnata da sedazione) ha permesso di ridurre al minimo i tempi operatori, consentendo al paziente un più rapido ritorno al sociale quasi del tutto privo di disagi. Uno dei più validi apporti in questo campo é l’utilizzo del laser ad anidride carbonica pulsato, che permette di intervenire procurando meno edemi (accelerando così i tempi di guarigione).

Un’altra novità della “nuova” chirurgia riguarda la riduzione al minimo del sanguinamento, resa possibile sia grazie all’effetto fotocoaugulante del laser, sia dall’utilizzo di sostanze vasocostrittrici somministrate in fase anestesiologica. Tutti questi accorgimenti assicurano una minore invasività dell’intervento. I vantaggi sono anche dal punto di vista pratico: già a distanza di una settimana dall’intervento si potranno riprendere le normali attività mentre lo sport potrà essere ripreso già dopo un mese.

Dott.ssa Elena Guarneri

Medico Chirurgo